Diritti umani

Superare le frontiere: integrarsi in Europa

Se guardiamo alle condizioni in cui sono tenuti a vivere i richiedenti asilo ed i rifugiati in Italia ci rendiamo conto che i problemi superano di numero le best practices: persone alloggiate in case fatiscenti proprietà di dubbie organizzazioni, hotspots affollatissimi nei quali non vengono organizzati corsi di italiano, inesistente o quasi accompagnamento ed orientamento al lavoro, piccole ingiustizie ed inefficienze (manca cibo-vestiti, pocket money non distribuito, mancanza o inefficienza nel riscaldamento, biglietti per raggiungere scuole e posti di lavoro non forniti per problemi burocratici…). L’ultima denuncia di un’organizzazione criminale che operava nell’accoglienza dei migranti risale al 23 ottobre 2019, a Frosinone.

Tuttavia l’Italia è parte dell’Unione Europea. Noi tendiamo a guardare sempre solo verso i nostri politici che si accapigliano su questioni non essenziali in Parlamento, ma dovremmo renderci conto che a legiferare, proporre e dare linee di indirizzo è anche una realtà al di sopra delle beghe locali: il Parlamento, il Consiglio e la Commissione Europea.

L’Unione Europea ed il suo sistema di asilo sono stati messi alla prova dall’entità delle migrazioni recenti: nel 2016 le richieste di asilo sono state 1,2 milioni. Gli arrivi si sono comunque ridotti e nel 2018 erano dieci volte inferiori: 150.114. Ma il Parlamento Europeo ha avviato un piano d’azione: ha presentato delle proposte per rimediare alle carenze della politica di asilo dell’Unione europea, dalla riforma del sistema di asilo al rafforzamento della sicurezza ai confini, alla promozione dell’integrazione dei rifugiati.

Il Parlamento Europeo è consapevole che il Regolamento di Dublino ha gravato i Paesi della frontiera sud di un carico che avrebbe dovuto essere distribuito fra tutti i Paesi. A novembre 2017 il Parlamento europeo ha confermato il mandato per i negoziati inter-istituzionali con i governi UE su una riforma complessiva del sistema di Dublino. Tuttavia i governi nazionali non sono stati capaci di trovare una posizione comune sulle proposte e di conseguenza le discussioni non sono ancora iniziate. Ecco le proposte del Parlamento per la riforma del sistema di Dublino. Ha inoltre predisposto un rafforzamento del Sistema europeo comune di asilo.

Riguardo al rafforzamento della sicurezza sui confini, purtroppo, vuole dare più forza a Frontex, fornendogli un corpo permanente di 10mila guardie di frontiera entro il 2027 e sostenendola con maggiori fondi. Vi è anche una proposta per rinforzare l’attuale Ufficio europeo di sostegno per l’asilo che dovrebbe diventare l’Agenzia UE per l’asilo. L’Agenzia faciliterebbe il funzionamento del Sistema comune europeo per l’asilo e assicurerebbe una coordinazione della valutazione delle domande di asilo nell’UE. Leggi qui per saperne di più sulle proposte e sulla posizione del Parlamento.

Infine, il Fondo per l’asilo, la migrazione e l’integrazione è stato istituito per il periodo 2014-202 per promuovere una gestione efficiente dei flussi migratori e il rafforzamento di un approccio comune all’asilo e all’immigrazione nell’UE. Il fondo ammonta a €3,137 miliardi.

Il Parlamento europeo ha preso l’iniziativa e chiesto più fondi per programmi che creino opportunità, cioè lavoro e formazione per le popolazioni più vulnerabili, come appunto i rifugiati. Programmi come il Fondo sociale europeo (FSE) e il Fondo europeo di sviluppo regionale offrono sostegno finanziario agli Stati membri negli sforzi per integrare i migranti.  Alla fine del 2015 hanno richiesto una spesa più mirata del Fondo Sociale Europeo a beneficio dei gruppi sociali vulnerabili, tra cui i rifugiati.

Nell’aprile del 2016 il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione che sottolinea l’importanza dell’integrazione attraverso progetti che offrono alloggio, alfabetizzazione, corsi di lingua, dialoghi interculturali e formazione professionale. In una risoluzione approvata nel luglio 2016 gli eurodeputati hanno chiesto all’UE di intervenire e di garantire un’integrazione rapida dei rifugiati nel mercato del lavoro e nella società. La risoluzione sottolinea anche l’importanza dell’educazione e dello sport, invitando i paesi dell’Unione europea ad aiutare gli insegnanti e i professori immigrati a trovare lavoro nell’insegnamento. Secondo una bozza di relazione approvata dalla Commissione per le libertà civili nell’aprile del 2017 i richiedenti asilo dovrebbero poter lavorare nell’UE entro due mesi dalla richiesta di asilo. I deputati europei inoltre insistono affinché i candidati alla protezione internazionale abbiano accesso ai corsi di lingua subito dopo la presentazione della richiesta di asilo.

Il video al link seguente racconta esperienze di integrazione di rifugiati in Europa.

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