Breaking news: L’Unione Europea ha iniziato a delegare deportazioni marittime illegali ad Haftar

Dopo anni di collaborazione con il governo occidentale libico (quello riconosciuto ufficialmente dalla comunità internazionale occidentale) in chiave antimigratoria, l’Europa sta ora espandendo l’esternalizzazione della frontiera al governo libico orientale, che vede a capo il generale militare Haftar.
Un documento ottenuto da Statewatch conferma che la vergognosa delega di deportazioni illegali marittime, denunciata da anni dalle vittime e dalle organizzazioni per i diritti umani, non solo continua ma si espande.
L’accordo prevede la fornitura di equipaggiamento, training, “supporto”, e la creazione di “Centri di coordinazione del salvataggio marittimo” (Maritime Rescue Coordination Centres, MRRC) per le forze del generale Haftar. Apre inoltre a finanziamenti da parte di Stati individuali tramite accordi futuri tra gli Stati stessi. L’accordo, firmato dal Consiglio dell’Unione Europea, non costituisce un endorsement diplomatico del governo Haftar, che non è riconosciuto dall’ONU, ma costituisce una chiara collaborazione politica con le forze di Haftar per mantenere chiusi i confini di “Fortezza Europa”, con l’effetto di legittimare, anzi direttamente costituire, forze operazionali di confine dedicate alle operazioni in mare.
Non bisogna lasciarsi fuorviare dal linguaggio di “salvataggio marittimo”. Si tratta di operazioni di intercettazione marittima illegale dei gommoni, in quanto la Libia è un paese terribile per migranti e rifugiat*. La ri-deportazione di persone in Libia è spesso seguita da incarceramento arbitrario, pesanti abusi e richiesta di riscatti. Non esiste inoltre alcun diritto di asilo in Libia – la Libia non ha firmato la Convenzione di Ginevra del 1951 che costituisce il diritto di richiedere asilo per i/le rifugiati/e.
La costituzione di questo accordo da parte dell’Unione Europea è criminale, e ignora totalmente il valore dei diritti umani delle persone bloccate in Libia che cercano di raggiungere l’Europa. Beyond the Blue si unisce alle altre organizzazioni per i diritti umani nella denuncia e la resistenza a queste collusioni tra istituzioni. Non esiste preservazione dell’Europa senza preservazione dell’umanità, e non crediamo nella narrazione neocoloniale del regime europeo che presenta come necessaria la chiusura delle frontiere a prescindere dall’impatto umano. In un’epoca di diseguaglianza, monopolii e accumulazione estrema di ricchezza da parte di pochi, ci troviamo di fronte al paradosso terribile di un capitale che viaggia senza limiti a livello globale, mentre vengono negati diritti fondamentali di esseri umani, inclusi bambine/i e persone in difficoltà.
Per chi desideri vedere, condividere o contribuire alla nostra campagna di aiuti umanitari: https://whydonate.com/it/fundraising/oltre-il-blu-per-le-vite-sospese-in-libia-e-sudan-
Ogni aiuto, per quanto piccolo, conta e va direttamente a persone che ne hanno estremo bisogno.
